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Una cengia attrezzata sulle vie ferrate delle Bocchette nelle Dolomiti di Brenta
Guida all’estate · Trento (Trento)

Via ferrata in Trentino: il set completo e dove noleggiarlo a Trento

Il set da ferrata è tre pezzi, costa quanto due giornate in montagna e la maggior parte delle persone lo usa due volte l’anno. Cosa serve, come si usa, dove andare — e perché sull’usato c’è una cosa da sapere.

Team Tadalo8 min di lettura
Evelyne Chassagneux-Bonini · CC BY-SA 4.0
Il set
Imbrago, kit dissipatore, casco
Costo d’acquisto
Circa 150–250 € per il set completo
Stagione
Da giugno a ottobre, secondo la quota
Giro tipico
4–7 ore, avvicinamento compreso
Dove
Brenta, Paganella, Garda, Vallagarina
Attenzione
Il kit ha una scadenza e va verificato

La via ferrata è il compromesso che ha reso la montagna verticale accessibile a chi non arrampica: un cavo d’acciaio fissato alla roccia, scale e staffe dove serve, e un set che ti tiene attaccato al cavo. In Trentino ce ne sono decine, dalle passeggiate attrezzate sopra il Garda alle Bocchette nel Brenta.

L’attrezzatura è poca e semplice: imbrago, kit da ferrata con dissipatore, casco. Costa fra i 150 e i 250 euro e la maggior parte delle persone la usa due o tre volte l’anno — la stessa aritmetica delle ciaspole, con in più un dettaglio che le ciaspole non hanno: il kit da ferrata ha una vita utile limitata e, dopo una caduta, va sostituito.

Questa guida spiega cosa serve, come si usa il dissipatore, quali ferrate hanno senso per iniziare partendo da Trento, e cosa controllare quando l’attrezzatura non è tua.

Tre pezzi, e nessuno è opzionale

Il set da ferrata è una delle attrezzature più semplici della montagna, ed è per questo che va capita bene: non c’è ridondanza, e ogni pezzo fa una cosa sola.

Il cavo d’acciaio di una via ferrata fissato alla roccia con fittoni
Il cavo e i fittoni che lo ancorano. Ogni fittone è un punto in cui i moschettoni vanno spostati uno alla volta: mai entrambi staccati insieme. (Foto d’archivio, Dolomiti.)Foto: Pavel Špindler · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

L’imbrago

Basso (da arrampicata) o completo, con la parte alta. Regge il peso e distribuisce la forza in caso di caduta.

Dritta: Per i bambini e per chi porta uno zaino pesante, l’imbrago completo è la scelta giusta: quello basso da solo lascia ruotare il corpo all’indietro.

Il kit da ferrata con dissipatore

Due bracci elastici con un moschettone ciascuno, uniti a un dissipatore. In caso di caduta il dissipatore si apre e assorbe l’energia — senza, la forza sul corpo sarebbe sufficiente a causare lesioni gravi anche con il cavo che tiene.

Dritta: È il pezzo che ha una scadenza e che va sostituito dopo qualsiasi caduta, anche se sembra intatto. Vedi la sezione sotto.

Il casco

Protegge dai sassi smossi da chi ti precede, che sulle ferrate frequentate è il pericolo più concreto di tutti — molto più della caduta.

Dritta: Non è il posto dove risparmiare peso o soldi. Un casco da bici non è un casco da alpinismo: sono progettati per impatti diversi.

Il kit ha una scadenza, e dopo una caduta si butta

Il dissipatore funziona una volta sola: assorbe l’energia deformandosi, e una volta deformato non protegge più. Va sostituito dopo ogni caduta, anche se all’apparenza è integro. Ha inoltre una vita utile indicata dal produttore, in anni, che vale anche se il kit non è mai stato usato. Quando noleggi, chiedi l’anno del kit e se ha mai subito una caduta — un proprietario serio lo sa e lo dice.

Come si usa, in pratica

La regola fondamentale è una sola e non ha eccezioni: i due moschettoni non si staccano mai insieme. Si procede con entrambi agganciati al cavo, e a ogni fittone — l’ancoraggio che fissa il cavo alla roccia — si sposta prima uno, poi l’altro. Per un istante uno solo è agganciato, mai zero.

Il secondo punto riguarda la distanza fra le persone. Su un tratto di cavo fra due fittoni deve esserci una persona sola: se cade chi sta sopra, trascina chiunque sia sullo stesso tratto. Sulle ferrate affollate è la regola che viene ignorata più spesso.

Il terzo è meno tecnico ma decide come va la giornata: si sale con le braccia molto meno di quanto si pensi. Il cavo serve per la sicurezza, non per issarsi. Chi si tira su a forza di braccia arriva a metà via esausto, e la stanchezza è la causa reale della maggior parte degli incidenti in ferrata.

Una passerella sospesa lungo una via ferrata in ambiente dolomitico
Le passerelle sono la parte che spaventa e la più sicura del percorso. Il tratto pericoloso è quasi sempre quello che sembra facile. (Foto d’archivio, Dolomiti.)Foto: Francesco Zanardini · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il tratto pericoloso non è quello che sembra

Le passerelle sospese e i tratti verticali spaventano e sono i più sicuri: si è concentrati e ben agganciati. Gli incidenti capitano nei tratti facili, in discesa, sui sentieri di collegamento, quando ci si sgancia perché "qui non serve". È lì che vale la pena restare attenti.

Dove andare, partendo da Trento

Il Trentino ha ferrate per tutti i livelli entro un’ora e mezza da Trento. Queste sono le fasce, dalla più accessibile alla più severa.

Il Campanil Basso nelle Dolomiti di Brenta coperto di neve
Le Dolomiti di Brenta d’inverno, un’ora da Trento. Terreno da scialpinismo vero: bellissimo, e da non improvvisare.Foto: Scclgr · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Le ferrate del Garda e della Vallagarina

Attorno a Riva, Arco e la bassa valle dell’Adige: quote basse, stagione lunghissima (praticabili spesso da marzo a novembre), difficoltà contenute e avvicinamenti brevi.

Dritta: È qui che si fa la prima ferrata. Bassa quota significa anche caldo: d’estate si parte all’alba.

Paganella e dintorni di Molveno

Un gradino sopra: ambiente più alpino, dislivelli veri, ma ancora con avvicinamenti gestibili e vie ben attrezzate.

Dritta: Buon passaggio intermedio prima di pensare al Brenta.

Dolomiti di Brenta — le Bocchette

Le ferrate che tutti conoscono: cenge esposte, ambiente d’alta montagna, giornate lunghe. Il Sentiero delle Bocchette è una classica delle Alpi.

Dritta: Non è una prima ferrata. Richiede allenamento, esperienza di ambiente d’alta quota e una finestra di bel tempo stabile — e va pianificata sui rifugi.

Il set che hai usato due volte

A Trento i set da ferrata sono uno degli oggetti più diffusi e meno usati che esistano. Quasi tutti quelli che hanno fatto una ferrata hanno comprato il set, e quasi nessuno lo usa più di due o tre volte a stagione. Il resto dell’anno sta in cantina a consumare vita utile senza fare niente.

Chi lo cerca, invece, è tantissima gente: chi arriva in Trentino d’estate e vuole fare una ferrata soltanto, chi vuole provare prima di decidere se comprare, e le famiglie che avrebbero bisogno di due set piccoli per i figli — quelli che nessuno compra perché i bambini crescono.

Se lo metti a noleggio, la cosa da fare bene è una sola: scrivi nell’annuncio l’anno del kit e conferma che non ha mai subito cadute. È attrezzatura di sicurezza, e l’onestà su quel punto è quello che distingue un annuncio di cui fidarsi.

Cosa manca di più

I set da bambino e i caschi in taglia piccola. Una famiglia che vuole fare una ferrata facile sopra il Garda trova i set da adulto e si ferma lì, perché comprare due set che fra due anni non andranno più bene non lo fa nessuno.

Noleggia un set da ferrata a Trento

Su Tadalo l’attrezzatura le noleggi da chi le usa davvero: prenoti online i giorni che ti servono, ritiri e riporti. Niente commissioni per chi noleggia.

Una cengia attrezzata sulle vie ferrate delle Dolomiti di Brenta

Ancora nessun set proprio a Trento

Hai un set da ferrata che usi due volte l’anno? Sei tu la persona che stanno cercando quelli che leggono questa pagina.

Domande frequenti — via ferrata in Trentino

Cosa serve per fare una via ferrata?

Tre pezzi: imbrago, kit da ferrata con dissipatore e casco. Più scarponi con suola scolpita e guanti, che non sono obbligatori ma rendono il cavo molto più maneggevole. Nessuno dei tre pezzi principali è opzionale — il kit senza dissipatore, in particolare, non protegge.

Dove si noleggia un set da ferrata a Trento?

Oltre ai negozi di articoli di montagna, su Tadalo si noleggia da privati della zona: prenoti i giorni che ti servono, concordi ritiro e riconsegna in chat e paghi in modo protetto. L’attrezzatura disponibile più vicina è elencata qui sopra con la distanza da Trento.

Un set da ferrata usato è sicuro?

Dipende da due cose che vanno chieste sempre: l’anno del kit e se ha mai subito una caduta. Il dissipatore funziona una volta sola e va sostituito dopo qualsiasi caduta, anche se sembra intatto, e ha una vita utile in anni indicata dal produttore che vale anche se non è mai stato usato. Un proprietario serio queste risposte le ha.

Qual è la ferrata giusta per la prima volta partendo da Trento?

Una delle ferrate basse della zona del Garda o della Vallagarina: quote contenute, avvicinamenti brevi, difficoltà moderate e stagione lunga. Le Bocchette nel Brenta sono bellissime e non sono una prima ferrata.

Serve esperienza di arrampicata?

No, ma servono testa e gambe. Non si arrampica: si progredisce su cavo e staffe. Quello che serve è non avere problemi con l’esposizione e avere il fondo per 4–7 ore di movimento, avvicinamento compreso. La stanchezza, non la difficoltà tecnica, è la causa più comune di incidenti.

Posso mettere a noleggio il mio set?

Sì, ed è gratuito. Quello che manca di più a Trento sono i set da bambino e i caschi in taglia piccola, perché nessuno li compra per due stagioni. Indica sempre l’anno del kit e conferma che non ha subito cadute: su attrezzatura di sicurezza è l’informazione che conta di più.

Altre guide del Trentino

Le informazioni su accessi, parcheggi, tariffe, orari e regole di navigazione possono cambiare nel corso della stagione: la cartellonistica sul posto e le ordinanze locali fanno sempre fede. Pagaia in sicurezza, indossa un aiuto al galleggiamento e non lasciare tracce sulle rive. Fotografie di Evelyne Chassagneux-Bonini, Pavel Špindler, Francesco Zanardini, Scclgr — pubblicate su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons.