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Scialpinisti in salita su un pendio innevato delle Alpi italiane
Guida all’inverno · Trento (Trento)

Scialpinismo a Trento: il kit completo, quanto costa e dove noleggiarlo

Il kit completo costa quanto un’auto usata e si usa venti giorni l’anno. Cosa serve davvero, cosa non si noleggia mai, dove si va partendo da Trento — e la parte che nessun negozio ti spiega.

Team Tadalo9 min di lettura
Konstantin Kleine · CC BY-SA 4.0
Il kit
Sci, attacchi, scarponi, pelli, ARTVA, pala, sonda
Costo d’acquisto
Difficilmente sotto i 1.500 € per il completo
Stagione
Da dicembre ad aprile, più in alto fino a maggio
Gita tipica
3–5 ore per 800–1.000 m di dislivello
Dove
Bondone, Lagorai, Brenta, Val di Fiemme
Prerequisito
Saper sciare fuoripista, e saper usare l’ARTVA

Lo scialpinismo è la ragione per cui molta gente a Trento smette di comprare lo skipass. Si sale con le pelli sotto gli sci, si arriva dove non arriva nessun impianto, e si scende su neve che non ha visto un gatto delle nevi. È anche, senza girarci attorno, l’attività invernale con la barriera d’ingresso più alta.

La barriera non è tecnica: se sai sciare in fuoripista, salire si impara in una giornata. È economica e di competenza. Il kit completo — sci, attacchi, scarponi, pelli, più ARTVA, pala e sonda — difficilmente sta sotto i 1.500 euro, e serve venti giorni buoni l’anno. E l’attrezzatura di sicurezza senza la formazione per usarla è quasi peggio che non averla, perché dà una fiducia che non corrisponde a niente.

Questa guida mette in chiaro cosa compone il kit, cosa ha senso noleggiare e cosa no, dove si va partendo da Trento e cosa va imparato prima di partire.

Perché Trento è una base ideale — e perché è un problema

Da Trento in un’ora di macchina si raggiungono terreni da scialpinismo di tre tipi completamente diversi: il Bondone e la Panarotta per le gite corte dopo il lavoro, il Lagorai per l’ambiente selvaggio, le Dolomiti di Brenta e la Val di Fiemme per le classiche. Poche città in Europa hanno questa scelta a questa distanza.

Il problema è esattamente lo stesso fatto: la facilità di accesso porta molta gente su terreno serio molto presto. Un pendio a quaranta minuti da casa sembra domestico, e non lo è — la neve non sa che sei vicino a Trento.

La conseguenza pratica è che qui la formazione conta più che altrove. Non perché la montagna sia più pericolosa, ma perché è più facile trovarcisi dentro senza averlo deciso davvero.

Il Campanil Basso nelle Dolomiti di Brenta coperto di neve
Le Dolomiti di Brenta d’inverno, un’ora da Trento. Terreno da scialpinismo vero: bellissimo, e da non improvvisare.Foto: Scclgr · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Cosa compone il kit, pezzo per pezzo

Il kit si divide in due metà che vanno pensate separatamente: quella che serve per muoversi, e quella che serve se qualcosa va storto. La prima si noleggia benissimo. La seconda si noleggia, ma con una condizione che vale la pena dire subito.

Un ARTVA, apparecchio di ricerca in valanga, con il display acceso
L’ARTVA. Da solo non serve a niente: funziona se tutto il gruppo ne ha uno acceso, e se qualcuno sa usarlo sotto pressione.Foto: Tethys · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sci, attacchi e scarponi

Il cuore del kit. Gli sci da scialpinismo sono più leggeri di quelli da pista, gli attacchi si sganciano al tallone per salire, gli scarponi hanno il movimento di caviglia in modalità camminata.

Dritta: È la parte che ha più senso noleggiare quando cominci: la scelta fra sci leggeri da salita e sci più larghi da discesa dipende da che scialpinista diventerai, e non puoi saperlo prima.

Pelli di foca

Le strisce adesive sotto lo sci che permettono di salire senza scivolare all’indietro. Vanno tagliate su misura per lo sci su cui si montano.

Dritta: Se noleggi gli sci, le pelli devono venire con quegli sci. Pelli di misura sbagliata sono inutili — chiedilo esplicitamente prima di prenotare.

ARTVA, pala e sonda

L’attrezzatura di autosoccorso in valanga. L’ARTVA trasmette la tua posizione e cerca quella degli altri; pala e sonda servono a tirare fuori chi è sepolto, e servono in fretta.

Dritta: Si noleggiano, e vanno noleggiati se non li hai — ma prima va fatto un corso. È la sezione qui sotto.

Il resto

Ramponi da sci (coltelli) per la neve dura, casco, occhiali, zaino con lo scomparto per pala e sonda, e i vestiti giusti per una salita in cui sudi e una discesa in cui ti raffreddi in cinque minuti.

Dritta: Lo zaino è il pezzo che quasi tutti sottovalutano: se pala e sonda non stanno in una tasca dedicata e raggiungibile in pochi secondi, tanto vale non averle.

Cosa conviene comprare comunque

Gli scarponi, appena capisci che continuerai. Sono il pezzo che deve calzare a te e a nessun altro, e uno scarpone noleggiato che non calza rovina la gita più di qualsiasi altra scelta sbagliata. Tutto il resto si noleggia senza rimpianti per un paio di stagioni.

La parte che nessun noleggio può darti

L’ARTVA è un apparecchio che si compra o si noleggia in dieci minuti. Saper condurre una ricerca — trovare un segnale, seguirlo, fare la ricerca fine, sondare, scavare in modo efficace — richiede un corso e poi esercizio ripetuto, perché è una procedura che si esegue sotto stress con un tempo utile di pochi minuti.

Questo è il motivo per cui in Trentino i corsi di autosoccorso in valanga sono ovunque: li fanno le sezioni SAT e CAI, le guide alpine, le scuole di scialpinismo. Durano un weekend e costano una frazione dell’attrezzatura. Se hai il kit e non hai il corso, hai comprato metà della sicurezza e tutta la fiducia.

La seconda cosa che non si noleggia è la lettura del bollettino. La Provincia di Trento pubblica ogni giorno il bollettino valanghe: gradi di pericolo, quote, esposizioni critiche. Impararlo a leggere è gratis e cambia le decisioni molto più di qualsiasi pezzo di attrezzatura.

Esercitazione di ricerca di travolti in valanga con ARTVA, pala e sonda
Un’esercitazione di autosoccorso. La differenza fra avere l’attrezzatura e saperla usare si misura in minuti, ed è la stessa differenza fra i due esiti possibili. (Foto d’archivio.)Foto: Hp.Baumeler · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Le prime uscite non si fanno da soli

Non è una formula di rito. Da soli, in valanga, l’ARTVA non serve a niente: non c’è nessuno che ti cerchi. Le prime volte si va con qualcuno che ha esperienza, con una scuola o con una guida alpina — e quella è anche la strada più rapida per imparare a scegliere l’itinerario giusto per la giornata giusta.

Dove si va partendo da Trento

Tre livelli, in ordine di quanto chiedono a chi comincia.

Il Palon, la cima principale del Monte Bondone
Il Palon, la cima del Bondone. Da qui passano gli impianti d’inverno e i sentieri d’estate: è la stessa montagna che cambia mestiere due volte l’anno.Foto: Giorgio Galeotti · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Monte Bondone

600–900 m · 3 ore · per iniziare

La montagna di casa: si arriva in venti minuti, i pendii sono ampi e in gran parte moderati, e si può accorciare in qualsiasi momento. È la gita del dopo-lavoro e quella su cui si prende confidenza.

Panarotta e Lagorai occidentale

800–1.100 m · 4 ore · intermedio

A est, sopra la Valsugana. Ambiente più aperto, meno gente, gite di lunghezza vera. Il terreno comincia a richiedere una valutazione seria del manto nevoso.

Brenta, Fiemme e Lagorai centrale

1.000 m+ · giornata intera · impegnativo

Le classiche. Ambiente d’alta montagna, itinerari lunghi, terreno che non perdona l’improvvisazione. Ci si arriva dopo una stagione o due, non alla terza uscita.

Il kit fermo in cantina, e perché è uno spreco

Chi fa scialpinismo da qualche anno ha quasi sempre più di un set: gli sci vecchi tenuti come muletto, l’ARTVA sostituito ma ancora perfettamente funzionante, il paio di pelli di riserva. Sono centinaia di euro di attrezzatura che non vede la neve da stagioni.

Dall’altra parte c’è una fila di persone a Trento che vorrebbe provare lo scialpinismo e non lo fa, perché mettere 1.500 euro su un’attività che non sa ancora se le piacerà è una decisione che quasi nessuno prende. Quelle due situazioni sono la stessa moneta girata dalle due parti.

Mettere il set vecchio a noleggio è gratuito, decidi tu prezzo e disponibilità, e il pagamento avviene online prima del ritiro. Una cosa sola, importante: se noleggi un ARTVA, scrivi nell’annuncio il modello e l’anno, e assicurati che le batterie siano cariche. È attrezzatura di sicurezza, e chi la prende deve poterla verificare.

Cosa manca di più a Trento

I set ARTVA + pala + sonda completi, noleggiati insieme. Chi vuole provare lo scialpinismo trova gli sci con relativa facilità e poi si blocca sulla sicurezza, perché comprarla per una gita non ha senso e trovarla a noleggio da privati è raro. È il pezzo di catalogo che manca più di ogni altro.

Noleggia l’attrezzatura da scialpinismo a Trento

Su Tadalo l’attrezzatura le noleggi da chi le usa davvero: prenoti online i giorni che ti servono, ritiri e riporti. Niente commissioni per chi noleggia.

Scialpinisti in salita su un pendio innevato delle Alpi italiane

Ancora nessuna attrezzatura proprio a Trento

Hai un kit da scialpinismo che usi poche settimane l’anno? Sei tu la persona che stanno cercando quelli che leggono questa pagina.

Domande frequenti — scialpinismo a Trento

Quanto costa noleggiare un kit da scialpinismo a Trento?

Dipende da cosa comprende e da chi lo noleggia. I noleggi specializzati hanno tariffe pensate per il kit completo giornaliero; da privati su Tadalo il prezzo lo fissa il proprietario e riguarda spesso i singoli pezzi, il che permette di noleggiare solo quello che ti manca. Gli annunci disponibili più vicini sono elencati qui sopra.

Si può noleggiare ARTVA, pala e sonda?

Sì, e ha molto senso se non li hai. Ma l’attrezzatura da sola non basta: la ricerca in valanga è una procedura che si impara a un corso e poi va ripetuta, perché va eseguita sotto stress in pochi minuti. In Trentino i corsi di autosoccorso li organizzano SAT, CAI, guide alpine e scuole di scialpinismo.

Serve saper sciare bene?

Serve saper sciare in fuoripista con sicurezza. La salita con le pelli si impara in una giornata; la discesa avviene su neve non battuta, variabile, a volte pesante, spesso in mezzo agli alberi. Se in fuoripista non sei a tuo agio, quella è la parte da sistemare prima.

Qual è la gita giusta per iniziare partendo da Trento?

Il Monte Bondone: venti minuti dal centro, dislivelli fra i 600 e i 900 metri, pendii in gran parte moderati e la possibilità di accorciare quando vuoi. È la montagna su cui quasi tutti gli scialpinisti di Trento hanno fatto le prime uscite.

Conviene noleggiare o comprare?

Per le prime stagioni, noleggiare — con un’eccezione. Il kit completo difficilmente sta sotto i 1.500 euro e la scelta fra sci leggeri da salita e sci larghi da discesa dipende da che scialpinista diventerai, cosa che non puoi sapere all’inizio. Gli scarponi invece conviene comprarli appena sai che continuerai: devono calzare a te.

Ho un vecchio set che non uso: vale la pena metterlo a noleggio?

Sì, e a Trento serve. Quello che manca di più sono i set di sicurezza completi — ARTVA, pala e sonda insieme — perché chi vuole provare trova gli sci e poi si blocca lì. Se noleggi un ARTVA, indica modello e anno nell’annuncio e controlla le batterie: è attrezzatura di sicurezza e chi la prende deve poterla verificare.

Altre guide del Trentino

Le informazioni su accessi, parcheggi, tariffe, orari e regole di navigazione possono cambiare nel corso della stagione: la cartellonistica sul posto e le ordinanze locali fanno sempre fede. Pagaia in sicurezza, indossa un aiuto al galleggiamento e non lasciare tracce sulle rive. Fotografie di Konstantin Kleine, Scclgr, Tethys, Hp.Baumeler, Giorgio Galeotti — pubblicate su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons.