
SUP e kayak a Polignano a Mare: grotte, cale e dove noleggiare
Polignano dal mare è un’altra cosa: falesia a strapiombo, grotte che si aprono sotto le case e cale che da terra non raggiungi. Dove entrare in acqua, quando si può davvero, e dove trovare una tavola.
- Dove
- Polignano a Mare (BA), 35 km a sud di Bari
- Tipo di costa
- Falesia calcarea a strapiombo, piena di grotte
- Acqua
- Profonda subito, trasparente, senza fondali bassi
- Traffico
- Barche da escursione in alta stagione
- Stagione
- Da maggio a ottobre
- Uscita tipica
- 1–2 ore fra le cale
Polignano è una di quelle poche cartoline italiane che dal vero mantengono la promessa: un paese bianco costruito sul bordo di una falesia, venti metri sopra un’acqua che non sembra italiana. Ci arriva un flusso continuo di visitatori, e la guardano quasi tutti dallo stesso punto — la terrazza sopra Lama Monachile.
Il punto è che la parte più interessante di Polignano non si vede da lì. Sotto le case c’è una falesia bucata da decine di grotte, e le cale che le separano non hanno accesso da terra. Chi arriva dall’acqua vede un paese diverso da chi si affaccia dal parapetto — e non serve una barca da escursione: bastano una tavola o un kayak.
Serve però sapere due cose, e nessuna delle due è ovvia: qui il mare è profondo subito e non perdona la disattenzione, e le grotte si entrano solo in certe condizioni. Questa guida spiega quali.
Perché Polignano si guarda dall’acqua
La costa di Polignano è calcarea, verticale e vecchia di milioni di anni. Il mare l’ha scavata alla base, aprendo grotte, archi e insenature strette — le famose lame, gole che scendono dall’entroterra e sfociano in mare con una spiaggetta di ciottoli sul fondo. Lama Monachile è la più celebre, ma non è l’unica.
Dall’alto ne vedi il bordo. Dall’acqua vedi la parete intera: le stratificazioni della roccia, gli ingressi delle grotte, i piccioni che nidificano nelle fessure, le case che sporgono sopra la testa senza appoggio visibile. È un cambio di prospettiva che vale l’intera uscita, ed è la ragione per cui qui il noleggio di tavole e kayak ha senso più che in qualsiasi lago.
C’è anche una ragione pratica: le cale a nord e a sud del centro sono quasi tutte irraggiungibili a piedi. In SUP ci arrivi in dieci minuti di pagaiata, ti fermi, fai il bagno in un posto dove non c’è nessuno e riparti.

SUP o kayak?
Dipende da cosa vuoi fare. Il SUP dà la visuale migliore — dall’alto l’acqua è così trasparente che vedi il fondo a parecchi metri — ed è più maneggevole da trasportare. Il kayak è più stabile quando il mare si increspa, ti tiene asciutto e, con lo scafo chiuso e il baricentro basso, è nettamente più adatto se vuoi avvicinarti alle grotte.
Da dove si entra in acqua
A Polignano il problema non è trovare il mare: è trovare un punto in cui scendere con l’attrezzatura senza calarsi da uno scoglio. Il centro è quasi tutto falesia. Questi sono i punti che funzionano davvero.

Cala Paura
La baia con il porticciolo dei pescatori, poco a nord del centro. È il punto di ingresso più pratico del paese: si arriva in auto vicino, la discesa in acqua è graduale e si è subito in posizione per andare verso le grotte.
Dritta: È anche il più trafficato dalle barche locali. Esci dalla baia tenendoti sul bordo, non al centro, e non sostare mai davanti alla bocca del porticciolo.
Lama Monachile (Cala Porto)
La caletta di ciottoli sotto il ponte, in pieno centro. Bellissima e scomoda: ci si arriva scendendo una scalinata ripida con la tavola in spalla, e d’estate è affollatissima.
Dritta: Praticabile solo con una gonfiabile e solo la mattina molto presto. Dopo le nove, in luglio e agosto, non c’è materialmente lo spazio per gonfiare né per uscire in sicurezza fra i bagnanti.
San Vito
Il borgo con l’abbazia e il piccolo porto, pochi chilometri a nord del centro. Acqua riparata, molta meno gente, parcheggio più semplice.
Dritta: La scelta migliore se è la prima uscita in mare: entri in una baia protetta e decidi solo dopo se spingerti verso sud lungo la falesia.
Cala San Giovanni e le cale a sud
Verso Monopoli la costa si abbassa e compaiono insenature accessibili, con discese sulla roccia bassa. Meno spettacolari della falesia del centro, ma molto più tranquille.
Dritta: Ottimo punto di partenza per l’uscita lunga verso Torre Incina e Monopoli.
Qui il fondale non c’è
A Polignano si passa da zero a diversi metri di profondità nell’arco di pochi passi, e sotto la falesia il fondo è a decine di metri. Non esistono zone in cui “si tocca” per riposare: se cadi, la tavola è il tuo unico appoggio. Il leash e l’aiuto al galleggiamento indossato non sono opzionali su questa costa.
Le grotte: quando si entrano e quando no
La falesia di Polignano è bucata da decine di cavità. Alcune sono ampie e luminose, altre sono fessure in cui passa a stento un kayak. Le più conosciute — Grotta Palazzese, sotto l’omonima struttura, la Grotta di Sella, la Grotta dei Colombi — si affacciano tutte direttamente sul mare, e nessuna di esse ha un accesso da terra aperto al pubblico.
La condizione che determina tutto è la risacca. Con mare piatto l’acqua dentro una grotta è ferma e si entra con calma; basta un’onda lunga, anche piccola e apparentemente innocua, perché dentro la cavità l’acqua salga e scenda di mezzo metro e ti spinga contro la roccia. È il modo in cui ci si fa male su questa costa, e succede con mare che da fuori sembra tranquillo.
La regola che usano le guide locali è semplice e vale anche per te: se davanti all’ingresso vedi l’acqua che respira — sale, scende, schiuma sui bordi — non si entra. Si guarda da fuori, che è comunque bellissimo, e si torna un altro giorno.

Le grotte non si esplorano da soli
Dentro una grotta marina non c’è campo, non c’è luce e non c’è nessuno che ti veda. Se vuoi entrare, fallo con qualcuno, con casco se ce l’hai, con mare piatto e mai al primo giorno. Se non hai esperienza di mare, l’opzione sensata è un’escursione guidata: qui operano diverse realtà locali che portano in grotta in kayak.
Tre uscite, dalla più semplice alla più impegnativa

La baia di San Vito
Circa 2 km · 45 minuti · facile
Giro dentro la baia e lungo la costa immediatamente a nord e a sud. Acqua riparata, sempre a vista del punto di partenza: è l’uscita per prendere confidenza col mare aperto.
Cala Paura — Lama Monachile — Cala Paura
Circa 4 km · 1 ora e mezza · medio
Il tratto classico: si esce dal porticciolo, si costeggia la falesia del centro passando sotto le case e davanti agli ingressi delle grotte, si arriva in vista di Lama Monachile e si torna. È l’uscita che fa capire perché Polignano si guarda dall’acqua.
Verso Cala Incina e Torre Incina
Circa 8–10 km · 3 ore · impegnativo
Verso sud, lungo la costa che porta a Monopoli, con sosta in una delle cale. Va fatta la mattina presto, con previsioni stabili e in compagnia: sono chilometri di costa senza punti di uscita comodi.
Sicurezza: cosa cambia rispetto a un lago
Chi arriva qui dopo aver pagaiato solo in lago sottovaluta tre cose, sempre le stesse. La prima è la profondità: come detto, sotto la falesia non si tocca da nessuna parte, quindi ogni caduta è una nuotata. La seconda è il vento da terra, cioè da ovest: sotto costa il mare sembra piatto ma ti spinge al largo, e su questa costa esposta a levante è il vento che manda in guai seri chi si allontana.
La terza è il traffico. Da giugno a settembre davanti a Polignano passano gommoni e barche da escursione che fanno il giro delle grotte, e da una barca in movimento una tavola bassa sull’acqua si vede molto tardi. Tieniti sotto costa, indossa qualcosa di colore acceso e non attraversare mai lo specchio d’acqua davanti a una bocca di porto.
Sulle regole formali vale quello che vale ovunque in Italia: l’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di porto competente stabilisce ogni anno corridoi di lancio, distanze da rispettare e dotazioni. Cambia di stagione in stagione, quindi leggi quella in vigore e i cartelli sul posto invece di fidarti di quello che hai letto l’anno scorso.

Cosa portare su questa costa
- Aiuto al galleggiamento indossato — qui non si tocca da nessuna parte
- Leash sempre allacciato: la tavola è il tuo galleggiante
- Scarpette da scoglio: gli ingressi e le soste sono tutti su roccia
- Telefono in sacca stagna, carico
- Acqua e crema solare: sulla falesia non c’è ombra fino a sera
- Una maglietta o un giubbotto di colore acceso, per farti vedere dalle barche
- Maschera e boccaglio, se ti fermi in una cala: l’acqua qui merita
Quando venire
Giugno e settembre sono i mesi migliori, senza discussione. L’acqua è calda, il mare è mediamente più calmo che in primavera, e soprattutto non c’è la folla che in luglio e agosto occupa ogni metro di Lama Monachile e riempie il mare di barche.
In alta stagione si pagaia bene solo all’alba. Fra le sei e le nove il mare è piatto, le barche da escursione non sono ancora uscite e la luce sulla falesia è quella buona. Dopo, il paese si riempie e l’acqua davanti al centro diventa affollata.
Maggio e ottobre sono giocabili con una muta corta: giornate limpide, mare spesso perfetto, paese vuoto. È il periodo in cui Polignano assomiglia di più a quello che era prima di diventare una meta da cartolina.
Dopo l’uscita
Il centro storico si gira in un’ora: vicoli bianchi, terrazze sul mare, il ponte sulla lama e la statua di Domenico Modugno sul lungomare, che a Polignano ci è nato. In estate la fila per il gelato al caffè speciale fa parte del rito locale.
A dieci minuti verso sud c’è Monopoli, con il porto vecchio e le cale sotto le mura: se hai la tavola per più giorni, è la seconda uscita naturale. Verso l’interno, in mezz’ora, ci sono le Grotte di Castellana e i trulli della Valle d’Itria.
E se invece stai basandoti su Bari, la guida al mare cittadino è qui: SUP a Bari — dove entrare in acqua sul lungomare e cosa evitare vicino al porto.
Noleggia un SUP per Polignano a Mare
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1 tavola disponibile entro 60 km in linea d’aria
Altre tavole in Italia
Domande frequenti — SUP e kayak a Polignano a Mare
Si può fare SUP a Polignano a Mare?
Sì, ed è uno dei posti più belli d’Italia per farlo. Si entra in acqua da Cala Paura, da San Vito o — solo presto la mattina e solo con una tavola gonfiabile — da Lama Monachile, e si pagaia lungo la falesia. La costa è profonda subito e senza punti in cui si tocca, quindi aiuto al galleggiamento e leash sono indispensabili.
Dove si noleggia un SUP o un kayak a Polignano a Mare?
In stagione ci sono operatori locali che noleggiano e organizzano escursioni guidate alle grotte. In alternativa, su Tadalo noleggi direttamente da privati della zona di Bari: prenoti online i giorni che ti servono, concordi ritiro e riconsegna in chat e non paghi commissioni. Le tavole disponibili più vicine sono elencate qui sopra con la distanza da Polignano, e trovi tutti gli annunci della zona in noleggio SUP a Bari.
Si possono visitare le grotte di Polignano in SUP o in kayak?
Le grotte si affacciano sul mare e si raggiungono solo dall’acqua. Entrarci è possibile, ma solo con mare piatto e senza risacca: dentro una cavità anche un’onda lunga piccola solleva e abbassa l’acqua e spinge contro la roccia. In kayak è più gestibile che in SUP, grazie al baricentro basso. Se non hai esperienza di mare, la scelta sensata è un’escursione guidata.
Quanto dista Polignano a Mare da Bari?
Circa 35 chilometri lungo la costa, fra i quaranta minuti e l’ora di auto a seconda del traffico estivo. È anche collegata a Bari in treno. Per chi noleggia a Bari è comodamente una gita in giornata.
Qual è il periodo migliore per pagaiare a Polignano?
Giugno e settembre: acqua calda, mare mediamente calmo e molta meno gente che in piena estate. In luglio e agosto si esce solo all’alba, prima che partano le barche da escursione e prima che le cale si riempiano.
È adatto a chi non ha mai fatto SUP?
La baia di San Vito sì, con mare piatto e restando dentro l’insenatura. La falesia del centro no: è mare aperto, profondo, con traffico di barche e senza punti di appoggio. Se è la tua prima volta in assoluto su una tavola, meglio fare la prima uscita in una baia riparata e rimandare la falesia al giorno dopo.
Meglio SUP o kayak a Polignano?
Il SUP per la visuale — dall’alto, su acqua così trasparente, vedi il fondo a molti metri. Il kayak per le grotte e per le giornate con un po’ di onda: scafo chiuso, baricentro basso, molta più tolleranza al mare mosso. Se pensi di entrare nelle cavità, il kayak è la scelta giusta.
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