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Lama Monachile a Polignano a Mare, la caletta di ciottoli fra due pareti di roccia con le case a strapiombo
Guida al SUP e al kayak · Polignano a Mare (Bari)

SUP e kayak a Polignano a Mare: grotte, cale e dove noleggiare

Polignano dal mare è un’altra cosa: falesia a strapiombo, grotte che si aprono sotto le case e cale che da terra non raggiungi. Dove entrare in acqua, quando si può davvero, e dove trovare una tavola.

Team Tadalo9 min di lettura
ParisTaras · CC BY-SA 4.0
Dove
Polignano a Mare (BA), 35 km a sud di Bari
Tipo di costa
Falesia calcarea a strapiombo, piena di grotte
Acqua
Profonda subito, trasparente, senza fondali bassi
Traffico
Barche da escursione in alta stagione
Stagione
Da maggio a ottobre
Uscita tipica
1–2 ore fra le cale

Polignano è una di quelle poche cartoline italiane che dal vero mantengono la promessa: un paese bianco costruito sul bordo di una falesia, venti metri sopra un’acqua che non sembra italiana. Ci arriva un flusso continuo di visitatori, e la guardano quasi tutti dallo stesso punto — la terrazza sopra Lama Monachile.

Il punto è che la parte più interessante di Polignano non si vede da lì. Sotto le case c’è una falesia bucata da decine di grotte, e le cale che le separano non hanno accesso da terra. Chi arriva dall’acqua vede un paese diverso da chi si affaccia dal parapetto — e non serve una barca da escursione: bastano una tavola o un kayak.

Serve però sapere due cose, e nessuna delle due è ovvia: qui il mare è profondo subito e non perdona la disattenzione, e le grotte si entrano solo in certe condizioni. Questa guida spiega quali.

Perché Polignano si guarda dall’acqua

La costa di Polignano è calcarea, verticale e vecchia di milioni di anni. Il mare l’ha scavata alla base, aprendo grotte, archi e insenature strette — le famose lame, gole che scendono dall’entroterra e sfociano in mare con una spiaggetta di ciottoli sul fondo. Lama Monachile è la più celebre, ma non è l’unica.

Dall’alto ne vedi il bordo. Dall’acqua vedi la parete intera: le stratificazioni della roccia, gli ingressi delle grotte, i piccioni che nidificano nelle fessure, le case che sporgono sopra la testa senza appoggio visibile. È un cambio di prospettiva che vale l’intera uscita, ed è la ragione per cui qui il noleggio di tavole e kayak ha senso più che in qualsiasi lago.

C’è anche una ragione pratica: le cale a nord e a sud del centro sono quasi tutte irraggiungibili a piedi. In SUP ci arrivi in dieci minuti di pagaiata, ti fermi, fai il bagno in un posto dove non c’è nessuno e riparti.

Lama Monachile fotografata a pelo d’acqua, con la falesia e il ponte sullo sfondo
La stessa caletta vista a pelo d’acqua: è esattamente il punto di vista che hai dalla tavola, ed è il motivo per cui vale la pena portarcela.Foto: Riccardo Noya · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

SUP o kayak?

Dipende da cosa vuoi fare. Il SUP dà la visuale migliore — dall’alto l’acqua è così trasparente che vedi il fondo a parecchi metri — ed è più maneggevole da trasportare. Il kayak è più stabile quando il mare si increspa, ti tiene asciutto e, con lo scafo chiuso e il baricentro basso, è nettamente più adatto se vuoi avvicinarti alle grotte.

Da dove si entra in acqua

A Polignano il problema non è trovare il mare: è trovare un punto in cui scendere con l’attrezzatura senza calarsi da uno scoglio. Il centro è quasi tutto falesia. Questi sono i punti che funzionano davvero.

L’abbazia e la torre di San Vito con il piccolo porto, a nord di Polignano a Mare
San Vito, poco a nord del centro: abbazia, porticciolo e una discesa in acqua molto più tranquilla di Lama Monachile.Foto: Gevrey · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Cala Paura

La baia con il porticciolo dei pescatori, poco a nord del centro. È il punto di ingresso più pratico del paese: si arriva in auto vicino, la discesa in acqua è graduale e si è subito in posizione per andare verso le grotte.

Dritta: È anche il più trafficato dalle barche locali. Esci dalla baia tenendoti sul bordo, non al centro, e non sostare mai davanti alla bocca del porticciolo.

Lama Monachile (Cala Porto)

La caletta di ciottoli sotto il ponte, in pieno centro. Bellissima e scomoda: ci si arriva scendendo una scalinata ripida con la tavola in spalla, e d’estate è affollatissima.

Dritta: Praticabile solo con una gonfiabile e solo la mattina molto presto. Dopo le nove, in luglio e agosto, non c’è materialmente lo spazio per gonfiare né per uscire in sicurezza fra i bagnanti.

San Vito

Il borgo con l’abbazia e il piccolo porto, pochi chilometri a nord del centro. Acqua riparata, molta meno gente, parcheggio più semplice.

Dritta: La scelta migliore se è la prima uscita in mare: entri in una baia protetta e decidi solo dopo se spingerti verso sud lungo la falesia.

Cala San Giovanni e le cale a sud

Verso Monopoli la costa si abbassa e compaiono insenature accessibili, con discese sulla roccia bassa. Meno spettacolari della falesia del centro, ma molto più tranquille.

Dritta: Ottimo punto di partenza per l’uscita lunga verso Torre Incina e Monopoli.

Qui il fondale non c’è

A Polignano si passa da zero a diversi metri di profondità nell’arco di pochi passi, e sotto la falesia il fondo è a decine di metri. Non esistono zone in cui “si tocca” per riposare: se cadi, la tavola è il tuo unico appoggio. Il leash e l’aiuto al galleggiamento indossato non sono opzionali su questa costa.

Le grotte: quando si entrano e quando no

La falesia di Polignano è bucata da decine di cavità. Alcune sono ampie e luminose, altre sono fessure in cui passa a stento un kayak. Le più conosciute — Grotta Palazzese, sotto l’omonima struttura, la Grotta di Sella, la Grotta dei Colombi — si affacciano tutte direttamente sul mare, e nessuna di esse ha un accesso da terra aperto al pubblico.

La condizione che determina tutto è la risacca. Con mare piatto l’acqua dentro una grotta è ferma e si entra con calma; basta un’onda lunga, anche piccola e apparentemente innocua, perché dentro la cavità l’acqua salga e scenda di mezzo metro e ti spinga contro la roccia. È il modo in cui ci si fa male su questa costa, e succede con mare che da fuori sembra tranquillo.

La regola che usano le guide locali è semplice e vale anche per te: se davanti all’ingresso vedi l’acqua che respira — sale, scende, schiuma sui bordi — non si entra. Si guarda da fuori, che è comunque bellissimo, e si torna un altro giorno.

La Grotta di Sella a Polignano a Mare, ampia cavità nella falesia aperta sul mare
La Grotta di Sella. Le grotte di Polignano si vedono solo dall’acqua — e si entrano solo con mare piatto e senza risacca.Foto: Gianni Cipri · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Le grotte non si esplorano da soli

Dentro una grotta marina non c’è campo, non c’è luce e non c’è nessuno che ti veda. Se vuoi entrare, fallo con qualcuno, con casco se ce l’hai, con mare piatto e mai al primo giorno. Se non hai esperienza di mare, l’opzione sensata è un’escursione guidata: qui operano diverse realtà locali che portano in grotta in kayak.

Tre uscite, dalla più semplice alla più impegnativa

Cala Portalga a Polignano a Mare, insenatura stretta fra pareti di roccia calcarea
Cala Portalga, una delle insenature strette a nord del centro. Da terra ci si arriva a fatica; dal mare è una sosta di due minuti.Foto: Palieri.Ivana · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La baia di San Vito

Circa 2 km · 45 minuti · facile

Giro dentro la baia e lungo la costa immediatamente a nord e a sud. Acqua riparata, sempre a vista del punto di partenza: è l’uscita per prendere confidenza col mare aperto.

Cala Paura — Lama Monachile — Cala Paura

Circa 4 km · 1 ora e mezza · medio

Il tratto classico: si esce dal porticciolo, si costeggia la falesia del centro passando sotto le case e davanti agli ingressi delle grotte, si arriva in vista di Lama Monachile e si torna. È l’uscita che fa capire perché Polignano si guarda dall’acqua.

Verso Cala Incina e Torre Incina

Circa 8–10 km · 3 ore · impegnativo

Verso sud, lungo la costa che porta a Monopoli, con sosta in una delle cale. Va fatta la mattina presto, con previsioni stabili e in compagnia: sono chilometri di costa senza punti di uscita comodi.

Sicurezza: cosa cambia rispetto a un lago

Chi arriva qui dopo aver pagaiato solo in lago sottovaluta tre cose, sempre le stesse. La prima è la profondità: come detto, sotto la falesia non si tocca da nessuna parte, quindi ogni caduta è una nuotata. La seconda è il vento da terra, cioè da ovest: sotto costa il mare sembra piatto ma ti spinge al largo, e su questa costa esposta a levante è il vento che manda in guai seri chi si allontana.

La terza è il traffico. Da giugno a settembre davanti a Polignano passano gommoni e barche da escursione che fanno il giro delle grotte, e da una barca in movimento una tavola bassa sull’acqua si vede molto tardi. Tieniti sotto costa, indossa qualcosa di colore acceso e non attraversare mai lo specchio d’acqua davanti a una bocca di porto.

Sulle regole formali vale quello che vale ovunque in Italia: l’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di porto competente stabilisce ogni anno corridoi di lancio, distanze da rispettare e dotazioni. Cambia di stagione in stagione, quindi leggi quella in vigore e i cartelli sul posto invece di fidarti di quello che hai letto l’anno scorso.

Un kayak da mare entra in una grotta marina lungo una costa rocciosa italiana
Un kayak dentro una grotta marina: scafo chiuso e baricentro basso rendono l’ingresso molto più gestibile che in piedi su una tavola. (Foto d’archivio, costa siracusana.)Foto: Salvo Cannizzaro · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Cosa portare su questa costa

  • Aiuto al galleggiamento indossato — qui non si tocca da nessuna parte
  • Leash sempre allacciato: la tavola è il tuo galleggiante
  • Scarpette da scoglio: gli ingressi e le soste sono tutti su roccia
  • Telefono in sacca stagna, carico
  • Acqua e crema solare: sulla falesia non c’è ombra fino a sera
  • Una maglietta o un giubbotto di colore acceso, per farti vedere dalle barche
  • Maschera e boccaglio, se ti fermi in una cala: l’acqua qui merita

Quando venire

Giugno e settembre sono i mesi migliori, senza discussione. L’acqua è calda, il mare è mediamente più calmo che in primavera, e soprattutto non c’è la folla che in luglio e agosto occupa ogni metro di Lama Monachile e riempie il mare di barche.

In alta stagione si pagaia bene solo all’alba. Fra le sei e le nove il mare è piatto, le barche da escursione non sono ancora uscite e la luce sulla falesia è quella buona. Dopo, il paese si riempie e l’acqua davanti al centro diventa affollata.

Maggio e ottobre sono giocabili con una muta corta: giornate limpide, mare spesso perfetto, paese vuoto. È il periodo in cui Polignano assomiglia di più a quello che era prima di diventare una meta da cartolina.

Dopo l’uscita

Il centro storico si gira in un’ora: vicoli bianchi, terrazze sul mare, il ponte sulla lama e la statua di Domenico Modugno sul lungomare, che a Polignano ci è nato. In estate la fila per il gelato al caffè speciale fa parte del rito locale.

A dieci minuti verso sud c’è Monopoli, con il porto vecchio e le cale sotto le mura: se hai la tavola per più giorni, è la seconda uscita naturale. Verso l’interno, in mezz’ora, ci sono le Grotte di Castellana e i trulli della Valle d’Itria.

E se invece stai basandoti su Bari, la guida al mare cittadino è qui: SUP a Bari — dove entrare in acqua sul lungomare e cosa evitare vicino al porto.

Noleggia un SUP per Polignano a Mare

Su Tadalo le tavole le noleggi da chi le usa davvero: prenoti online i giorni che ti servono, ritiri e riporti. Niente commissioni per chi noleggia.

1 tavola disponibile entro 60 km in linea d’aria

Domande frequenti — SUP e kayak a Polignano a Mare

Si può fare SUP a Polignano a Mare?

Sì, ed è uno dei posti più belli d’Italia per farlo. Si entra in acqua da Cala Paura, da San Vito o — solo presto la mattina e solo con una tavola gonfiabile — da Lama Monachile, e si pagaia lungo la falesia. La costa è profonda subito e senza punti in cui si tocca, quindi aiuto al galleggiamento e leash sono indispensabili.

Dove si noleggia un SUP o un kayak a Polignano a Mare?

In stagione ci sono operatori locali che noleggiano e organizzano escursioni guidate alle grotte. In alternativa, su Tadalo noleggi direttamente da privati della zona di Bari: prenoti online i giorni che ti servono, concordi ritiro e riconsegna in chat e non paghi commissioni. Le tavole disponibili più vicine sono elencate qui sopra con la distanza da Polignano, e trovi tutti gli annunci della zona in noleggio SUP a Bari.

Si possono visitare le grotte di Polignano in SUP o in kayak?

Le grotte si affacciano sul mare e si raggiungono solo dall’acqua. Entrarci è possibile, ma solo con mare piatto e senza risacca: dentro una cavità anche un’onda lunga piccola solleva e abbassa l’acqua e spinge contro la roccia. In kayak è più gestibile che in SUP, grazie al baricentro basso. Se non hai esperienza di mare, la scelta sensata è un’escursione guidata.

Quanto dista Polignano a Mare da Bari?

Circa 35 chilometri lungo la costa, fra i quaranta minuti e l’ora di auto a seconda del traffico estivo. È anche collegata a Bari in treno. Per chi noleggia a Bari è comodamente una gita in giornata.

Qual è il periodo migliore per pagaiare a Polignano?

Giugno e settembre: acqua calda, mare mediamente calmo e molta meno gente che in piena estate. In luglio e agosto si esce solo all’alba, prima che partano le barche da escursione e prima che le cale si riempiano.

È adatto a chi non ha mai fatto SUP?

La baia di San Vito sì, con mare piatto e restando dentro l’insenatura. La falesia del centro no: è mare aperto, profondo, con traffico di barche e senza punti di appoggio. Se è la tua prima volta in assoluto su una tavola, meglio fare la prima uscita in una baia riparata e rimandare la falesia al giorno dopo.

Meglio SUP o kayak a Polignano?

Il SUP per la visuale — dall’alto, su acqua così trasparente, vedi il fondo a molti metri. Il kayak per le grotte e per le giornate con un po’ di onda: scafo chiuso, baricentro basso, molta più tolleranza al mare mosso. Se pensi di entrare nelle cavità, il kayak è la scelta giusta.

Altre guide sull’acqua

Le informazioni su accessi, parcheggi, tariffe, orari e regole di navigazione possono cambiare nel corso della stagione: la cartellonistica sul posto e le ordinanze locali fanno sempre fede. Pagaia in sicurezza, indossa un aiuto al galleggiamento e non lasciare tracce sulle rive. Fotografie di ParisTaras, Riccardo Noya, Gevrey, Gianni Cipri, Palieri.Ivana, Salvo Cannizzaro — pubblicate su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons.