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San Cristoforo al Lago sulla sponda del Lago di Caldonazzo, con barche a vela ormeggiate
Guida al paddle · Caldonazzo (Trento)

SUP al Lago di Caldonazzo: spiagge, vento e dove noleggiare la tavola

Il lago più grande del Trentino, e uno dei più caldi: acqua che ad agosto sfiora i 24 gradi, rive attrezzate e un vento pomeridiano puntuale come un orologio. Come organizzare una giornata in tavola — e le tavole disponibili qui vicino.

Team Tadalo8 min di lettura
Andrzej Otrębski · CC BY-SA 4.0
Dove
Valsugana (TN), fra Pergine e Levico
Tipo di lago
Lago naturale, il più grande interamente trentino
Acqua
Fra le più calde dell’arco alpino d’estate
Traffico
Vela, windsurf e barche a remi; motori limitati
Stagione
Da maggio a settembre
Giro completo
3–4 ore di pagaiata tranquilla

Il Lago di Caldonazzo è il più grande dei laghi interamente trentini e, per chi ci va d’estate, è soprattutto una cosa: caldo. In agosto l’acqua in superficie arriva a temperature che sull’arco alpino sono un’eccezione, e questo cambia completamente il tipo di giornata che ci si può passare — si sta in costume, si cade senza drammi, si nuota accanto alla tavola senza contare i secondi.

È anche un lago vissuto: spiagge attrezzate, campeggi, circoli velici, gente. Chi cerca il silenzio del Lago di Corlo qui non lo trova. Chi cerca una giornata comoda, con il bagno, il gelato e il parcheggio, sì.

La variabile da conoscere è una sola, e non è la temperatura: è il vento del pomeriggio. Su questo lago arriva quasi ogni giorno d’estate, alla stessa ora, e decide come organizzi la giornata.

Perché il Caldonazzo funziona bene in SUP

La prima ragione è l’acqua calda. Su un lago freddo la caduta è un evento da evitare, e chi impara passa la prima ora irrigidito; qui cadere è parte del gioco, e si impara molto più in fretta perché si smette di avere paura di bagnarsi.

La seconda è la forma: il lago è ampio e regolare, con rive basse e accessibili su gran parte del perimetro. Non ci sono pareti a strapiombo, quindi puoi accostare quasi ovunque — e questo, con il vento che arriva nel pomeriggio, è una rete di sicurezza che vale molto.

La terza è che è un lago attrezzato. Se pagai con qualcuno che non pagaia, quella persona ha dove stare: spiaggia, ombra, bar, bagni. Sui laghi selvatici la giornata funziona per te e non per chi ti accompagna; qui funziona per tutti.

Il Lago di Caldonazzo visto dall’alto della strada provinciale, con la Valsugana attorno
Dall’alto si capisce quanto sia ampio: undici chilometri di perimetro, con rive basse quasi ovunque e nessuna parete a strapiombo.Foto: Syrio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Dove entrare in acqua

Il lago è circondato da più comuni e i punti di accesso sono parecchi, fra spiagge pubbliche, lidi attrezzati e pontili dei circoli. Quello che segue è un orientamento geografico: servizi, accessi e tariffe cambiano di stagione in stagione, quindi la cartellonistica sul posto resta l’unica cosa che fa fede.

Sponda di Caldonazzo (lato sud)

La zona più attrezzata del lago, con spiagge e servizi. Fondale che degrada dolcemente: comodo per partire e per rientrare senza acrobazie.

Dritta: È la scelta giusta per la prima uscita e per chi porta bambini — si entra in acqua camminando.

Calceranica al Lago

Sponda orientale, spiagge e campeggi affacciati sull’acqua. Da qui si ha davanti tutta la lunghezza del lago.

Dritta: Buon punto di partenza al mattino: hai il lago davanti e il sole alle spalle.

San Cristoforo al Lago (lato nord)

Il paese sale sul versante sopra l’acqua e sotto ci sono pontili e barche ormeggiate. È l’angolo più fotogenico del lago, con i profili delle Dolomiti di Brenta sullo sfondo nelle giornate limpide.

Dritta: Fra le barche si passa piano e al largo dei corridoi di uscita: un pontile non è un posto in cui fermarsi a chiacchierare.

Un lago condiviso

Il Caldonazzo è anche lago da vela e da windsurf, con scuole e circoli attivi. In tavola tieniti fuori dai campi di regata e dalle rotte di uscita dai pontili: una deriva in bolina non ha la tua stessa libertà di scegliere dove andare, e in molti casi non ti vede nemmeno.

L’Ora: il vento del pomeriggio

Sui laghi della Valsugana il pomeriggio porta una brezza termica regolare, che i locali chiamano l’Ora. Non è una raffica improvvisa: è un vento che si alza gradualmente dopo mezzogiorno, tiene per ore e poi cala verso sera. È esattamente il motivo per cui qui la vela e il windsurf funzionano così bene.

Per chi è in tavola, questo significa che la giornata ha due metà nettamente diverse. Al mattino il lago è liscio e si pagaia dove si vuole. Dal primo pomeriggio si alza l’onda corta, e su una tavola gonfiabile con poca velocità di crociera il rientro controvento diventa lavoro vero.

La regola d’oro è sempre la stessa e su questo lago vale più che altrove: parti controvento e torna con il vento a favore. Se all’andata è facile, al ritorno sarà difficile — e sarai stanco.

Il Lago di Caldonazzo dalla riva poco prima di un temporale, con anatre in acqua e la pioggia sul versante
Caldonazzo poco prima di un temporale di calore. D’estate si formano in fretta sui monti attorno: quando il cielo si chiude sulle creste, si rientra.Foto: Marco Ober · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

I temporali di calore

D’estate, sui monti attorno alla Valsugana, i temporali pomeridiani si formano in fretta. Se il cielo si chiude sopra le creste mentre sei al largo, rientra subito: non aspettare di sentire il tuono. Un lago di sei chilometri quadrati con un temporale sopra non è un posto in cui trovarsi su una tavola.

Tre giri, dal facile al lungo

Tre persone in stand up paddle con giubbotto di galleggiamento su un lago italiano
Giubbotto addosso e acqua piatta: la configurazione con cui si impara. (Foto d’archivio, Lago di Avigliana.)Foto: StP68 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La baia davanti alla spiaggia

Circa 2 km · 45 minuti · facile

Si esce, si costeggia la riva restando a poche decine di metri dalla spiaggia e si rientra. È il giro giusto per prendere confidenza, e quello da fare con i bambini in tavola.

Da sud a San Cristoforo

Circa 6 km andata e ritorno · 2 ore · medio

Si risale il lago lungo una sponda fino ai pontili di San Cristoforo e si torna dall’altra. È il giro che dà davvero il senso delle dimensioni del lago.

Il perimetro

Circa 11–12 km · 3–4 ore · impegnativo

Il giro completo costeggiando. Da fare solo di mattina presto, partendo entro le otto, per avere il grosso della distanza alle spalle prima che si alzi l’Ora.

Cosa portare

Rispetto ai laghi selvatici della zona qui si viaggia leggeri, perché a terra si trova quasi tutto. Le due cose che nessuno ti presta restano il galleggiamento e la protezione dal sole.

Checklist per una giornata al Caldonazzo

  • Giubbotto o cintura di galleggiamento, anche se sei un buon nuotatore
  • Leash: con l’Ora che spinge, una tavola libera si allontana più veloce di quanto tu sappia nuotare
  • Crema solare resistente all’acqua: sul lago il riflesso raddoppia l’esposizione
  • Sacca stagna per telefono e chiavi
  • Acqua da bere: due ore in tavola d’estate disidratano più di quanto sembri
  • Una maglia leggera a maniche lunghe per le ore centrali
  • Qualche euro in contanti per parcheggi e chioschi

Regole e buon senso

Sul Caldonazzo la navigazione è disciplinata da regolamenti provinciali e comunali che riguardano motori, zone riservate alla balneazione e aree di manovra dei circoli. Cambiano nel tempo: la cartellonistica sul posto e le indicazioni degli enti locali sono l’autorità finale, non questa pagina.

Alcune cose valgono comunque sempre. Non attraversare le zone delimitate per i bagnanti pagaiando: è lì che stanno le persone che non ti vedono arrivare. Tieni la destra quando incroci qualcuno. E se ti fermi a galleggiare, fallo fuori dalle rotte, non in mezzo.

Infine, la buona pratica che vale su tutte le acque interne: sciacqua tavola, pinna e leash prima di portarli in un altro lago o in un fiume. Le specie che viaggiano da un bacino all’altro lo fanno attaccate all’attrezzatura di qualcuno.

Cosa fare nei dintorni

La Valsugana è attraversata da una ciclabile che segue il fondovalle e collega i due laghi con Trento e con Bassano: se noleggi la tavola per due giorni, il secondo può essere in bici senza spostare l’auto.

Il Lago di Levico è a pochi chilometri ed è il fratello minore e più tranquillo: più piccolo, più riparato, con il bosco che arriva fino all’acqua. Fare i due laghi in due mezze giornate è il modo migliore per capire quanto possano essere diversi due specchi d’acqua a cinque minuti d’auto l’uno dall’altro.

E se dopo due giorni di acqua ferma ti viene voglia di corrente, il fiume che nasce proprio da questi laghi scende verso il Veneto e diventa, dopo Primolano, la palestra d’acqua mossa di cui parla la guida al kayak sul Brenta.

Il Lago di Caldonazzo visto dalla strada del Menador, molto più in alto
Dal Menador: il lago, i paesi sulle sue rive e la Valsugana che prosegue verso il Veneto.Foto: Matteo Ianeselli · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Noleggia un SUP per il Lago di Caldonazzo

Su Tadalo le tavole le noleggi da chi le usa davvero: prenoti online i giorni che ti servono, ritiri e riporti. Niente commissioni per chi noleggia.

3 tavole disponibili entro 60 km in linea d’aria

Domande frequenti — SUP al Lago di Caldonazzo

Si può fare SUP al Lago di Caldonazzo?

Sì, ed è uno dei laghi più adatti del Trentino: acqua calda d’estate, rive basse e accessibili, molti punti da cui entrare. L’unica accortezza è il vento pomeridiano, che qui è regolare e va messo in conto quando decidi a che ora uscire e quanto allontanarti.

Quanto è calda l’acqua del Lago di Caldonazzo?

In piena estate è fra le più calde dell’arco alpino e in superficie può avvicinarsi ai 24 gradi, il che rende superflua la muta da giugno a settembre. In primavera e a ottobre, invece, è tutta un’altra storia: conviene una muta corta o un pantalone tecnico.

Qual è l’orario migliore per pagaiare a Caldonazzo?

La mattina, prima che si alzi la brezza pomeridiana. Fra le sette e le dieci il lago è quasi sempre liscio e vuoto. Dal primo pomeriggio arriva il vento: ottimo per la vela, faticoso per una tavola gonfiabile in rientro.

Dove si noleggia un SUP al Lago di Caldonazzo?

In stagione, sulle rive attrezzate ci sono attività che noleggiano tavole e piccole imbarcazioni. In alternativa su Tadalo noleggi direttamente da privati della Valsugana: prenoti online, ritiri la tavola vicino al lago e la riporti a fine noleggio. Le tavole disponibili più vicine sono elencate qui sopra, con la distanza in linea d’aria.

Il Lago di Caldonazzo è adatto ai principianti?

Molto. Acqua calda, fondali che degradano dolcemente e rive vicine ovunque sono le tre condizioni che rendono facile la prima uscita. Il consiglio è di restare nella prima metà della mattinata e di non allontanarsi più di quanto saresti disposto a nuotare.

Meglio Caldonazzo o Levico per il SUP?

Caldonazzo se vuoi acqua calda, spiagge, servizi e spazio per un giro lungo; Levico se cerchi un lago più piccolo, più riparato dal vento e più silenzioso. Sono a pochi chilometri l’uno dall’altro, quindi la risposta migliore è spesso “tutti e due, in due mezze giornate”.

Altre guide sull’acqua

Le informazioni su accessi, parcheggi, tariffe, orari e regole di navigazione possono cambiare nel corso della stagione: la cartellonistica sul posto e le ordinanze locali fanno sempre fede. Pagaia in sicurezza, indossa un aiuto al galleggiamento e non lasciare tracce sulle rive. Fotografie di Andrzej Otrębski, Syrio, Marco Ober, StP68, Matteo Ianeselli — pubblicate su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons.