
SUP al Lago di Camazzole: la guida e dove noleggiare la tavola
Acque turchesi da cartolina a mezz’ora da Padova, un lago piccolo e riparato: il posto giusto per la prima uscita in SUP — a patto di sapere quanto è fredda e quanto è profonda.
- Dove
- Carmignano di Brenta (PD), al confine col Vicentino
- Tipo di lago
- Ex cava di ghiaia lungo il Brenta
- Acqua
- Trasparente, molto fredda e profonda
- Parcheggio
- Area di sosta a pagamento in via Maglio
- Stagione
- Da giugno a settembre
- Giro del lago
- 30–45 minuti di pagaiata
C’è un motivo se lo chiamano “i Caraibi del Veneto”: il Lago di Camazzole ha un colore che non ti aspetti a mezz’ora da Padova. Turchese sui bassi fondali, verde smeraldo dove va giù, con rive di sassi bianchi che completano l’effetto cartolina.
La verità dietro la cartolina è meno esotica e vale la pena saperla: è un ex bacino di cava lungo il Brenta, alimentato dalle risorgive. Da lì arrivano sia la trasparenza dell’acqua, sia la sua temperatura — davvero fredda, anche a Ferragosto.
Per il SUP resta comunque uno dei posti più comodi della pianura veneta: piccolo, riparato, senza barche e raggiungibile in mezz’ora da mezza provincia.
Perché è un ottimo lago per iniziare
Camazzole è piccolo. Sembra un limite ed è invece il suo pregio: sei sempre a poche decine di metri dalla riva, non ci sono correnti e la superficie resta piatta anche quando fuori tira. Se stai imparando a stare in piedi sulla tavola, è esattamente la palestra che ti serve.
Il giro completo si fa in mezz’ora abbondante, quindi funziona benissimo come uscita breve: una pagaiata all’alba prima del lavoro, un’ora al tramonto, una prima volta con gli amici senza impegnare l’intera giornata.
La trasparenza aggiunge qualcosa che sui laghi torbidi non hai: vedi il fondo scorrere sotto la tavola. È il motivo per cui tanti vengono qui con la tavola invece che con il telo mare.

Dove entrare in acqua
D’estate il perimetro del lago diventa una spiaggia continua di sassi bianchi, ghiaia e prato, con accesso diretto all’acqua. Non è un lido attrezzato: non ci sono bagnini né servizi sulla riva, quindi ogni scelta è affidata al tuo buonsenso.
La riva vicino al parcheggio
L’accesso più comodo e il più frequentato, con qualche metro di ghiaia digradante per prendere confidenza prima di salire in piedi.
Dritta: Ottimo per partire, pessimo per stare: nel weekend d’agosto qui c’è tutta la gente del lago. Pagaia via subito.
Le rive erbose sul lato opposto
Prato fino all’acqua, più ombra e molta meno gente. Si raggiungono a piedi lungo il perimetro.
Dritta: Il posto giusto per la sosta a metà giro, non per lasciare l’auto.
I sentieri verso il Brenta
Dal lago parte una rete di sentieri che porta al fiume e agli altri laghetti di cava — bella da esplorare a piedi o in bici dopo la pagaiata.
Dritta: Non tutti gli specchi d’acqua della zona sono accessibili: molti sono cave private. Rispetta recinzioni e divieti.
Acqua fredda e fondali profondi
È la cosa più importante di questa guida. L’acqua di risorgiva resta gelida anche in piena estate e in alcuni punti il fondo cala di colpo: entrare di corsa dopo ore di sole è il modo classico per prendersi uno shock termico. Entra gradualmente, non tuffarti mai in punti che non conosci e tieni il giubbotto addosso.
Arrivare e parcheggiare
Si arriva da Carmignano di Brenta, tra Cittadella e Bassano del Grappa: da Padova e da Vicenza sono circa trenta minuti, da Bassano una ventina.
L’auto si lascia nell’area di sosta di via Maglio, a pagamento — indicativamente qualche euro per la giornata, con esenzioni previste per veicoli a zero emissioni e persone con disabilità. Tariffe e modalità cambiano nel tempo: fa fede il cartello all’ingresso.
Nei weekend di luglio e agosto il parcheggio si riempie in mattinata. Anche qui vale la regola d’oro: presto è meglio.
Gli orari migliori
Alba e tramonto, senza discussione. Al mattino presto l’acqua è uno specchio, la luce entra bassa e il colore del lago dà il meglio; la sera, dopo le sette, la folla si è ritirata e la superficie torna liscia.
Il centro della giornata, da metà luglio a fine agosto, è il momento peggiore: tanta gente, tanti bagnanti in acqua e poco spazio per pagaiare senza dover slalomare. Se puoi andare solo di pomeriggio, punta ai giorni infrasettimanali.
Fuori stagione, in maggio o in settembre, il lago è quasi tuo. L’acqua però è per pochi: serve la muta.

Cosa portare
Sul lago non c’è nulla: niente bar sulla riva, niente noleggi, niente ombra garantita. La giornata te la porti dietro.
Checklist essenziale
- Giubbotto o cintura di galleggiamento: l’acqua è fredda e profonda, il resto sono dettagli
- Leash sempre agganciato
- Scarpette da scoglio: le rive sono di sassi, non di sabbia
- Sacca stagna per telefono, chiavi e documenti
- Ombrellone o telo: alberi ce ne sono, ombra sicura no
- Acqua da bere e crema solare
- Sacchetto per i rifiuti — il lago è bello finché lo lasciamo pulito
Regole e rispetto del posto
Camazzole è un lago di cava dentro un contesto in parte privato e in parte agricolo, non un parco pubblico attrezzato. Accessi, divieti e regole di balneazione possono cambiare di anno in anno: la cartellonistica e le ordinanze comunali fanno sempre fede.
Le cose che non cambiano mai: non lasciare rifiuti, non accendere fuochi, non parcheggiare fuori dagli spazi consentiti, non entrare nei fondi privati e non fare musica ad alto volume. Il lago resta accessibile finché chi ci vive intorno non ha motivi per chiuderlo.
Se pagai con bambini, tienili sempre in giubbotto e sulla tua tavola o accanto: qui il fondo scende in fretta.
Cosa fare nei dintorni
La ciclabile lungo il Brenta e i sentieri tra i laghetti di cava sono la coppia perfetta con una pagaiata breve: mezza giornata in acqua, mezza in bici. Cittadella con le sue mura è a pochi minuti, Bassano del Grappa a venti.
Se cerchi acqua più calda e spiagge attrezzate, il Lago di Levico in Valsugana è a poco più di un’ora. Se invece vuoi il silenzio e i boschi, il Lago di Corlo è la scelta opposta e complementare.
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Altre tavole in Italia
Domande frequenti — SUP al Lago di Camazzole
Si può fare SUP al Lago di Camazzole?
Sì. Il lago è piccolo, riparato e senza traffico a motore, quindi è uno degli specchi d’acqua più adatti della pianura veneta per lo stand up paddle, soprattutto per chi inizia. Ricorda che non è un lido attrezzato: nessuna sorveglianza in acqua e regole di accesso che possono cambiare, quindi controlla la cartellonistica sul posto.
Quanto costa il parcheggio al Lago di Camazzole?
La sosta nell’area di via Maglio è a pagamento, indicativamente pochi euro per la giornata, con esenzioni previste per veicoli a zero emissioni e persone con disabilità. Le tariffe possono cambiare: verifica il cartello all’ingresso.
L’acqua del Lago di Camazzole è fredda?
Molto. È alimentato dalle risorgive del Brenta e resta gelido anche in piena estate, con punti in cui il fondo scende bruscamente. È il motivo principale per cui il giubbotto di galleggiamento qui non è un optional.
Dove noleggiare un SUP vicino a Camazzole?
Sul lago non ci sono noleggi in riva. Su Tadalo trovi tavole da privati nella zona di Padova, Vicenza, Cittadella e Bassano del Grappa: prenoti online, ritiri e riporti la tavola a fine noleggio.
Il Lago di Camazzole è adatto ai principianti?
Sì, per condizioni dell’acqua è uno dei posti migliori dove provare la prima volta: niente onde, niente correnti e riva sempre vicina. L’unica accortezza è la temperatura dell’acqua, che rende una caduta molto meno piacevole che al mare.
Quanto tempo serve per il giro del lago in SUP?
Circa trenta-quarantacinque minuti a ritmo tranquillo. È un’uscita breve per definizione: molti la ripetono due volte, con una sosta sulla riva erbosa a metà.
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Le informazioni su accessi, parcheggi, tariffe, orari e regole di navigazione possono cambiare nel corso della stagione: la cartellonistica sul posto e le ordinanze locali fanno sempre fede. Pagaia in sicurezza, indossa un aiuto al galleggiamento e non lasciare tracce sulle rive. Fotografie di Costantino C, StP68, Asurnipal — pubblicate su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons.
