
SUP al Lago di Fimon: il laghetto dei Berici, piccolo e silenzioso
Un lago naturale piccolissimo dentro i Colli Berici, circondato da canne e da uccelli acquatici, a un quarto d’ora da Vicenza. Non è il posto per macinare chilometri: è il posto per pagaiare piano e guardarsi intorno.
- Dove
- Arcugnano (VI), nei Colli Berici
- Tipo di lago
- Lago naturale, poco profondo
- Acqua
- Quasi sempre ferma, riparata dai colli
- Motori
- Nessun traffico a motore
- Stagione
- Primavera e autunno le più belle
- Giro completo
- Meno di un’ora: è piccolo davvero
Il Lago di Fimon è minuscolo. In tavola lo giri in meno di un’ora senza affrettarti, e se cerchi distanze o allenamento questa non è la pagina che ti serve. Vale la pena proprio per il motivo opposto: è un lago naturale, poco profondo, chiuso dentro una piega dei Colli Berici, in cui l’acqua è ferma quasi sempre e il rumore di fondo è quello degli uccelli.
È anche uno dei siti preistorici più importanti del Veneto — attorno a questo bacino si sono trovate tracce di insediamenti antichissimi — e oggi un’area di valore naturalistico, con canneti che ospitano una fauna che altrove in pianura è sparita.
Il modo giusto di usarlo, dalla tavola, è quello lento: uscire presto, pagaiare piano lungo il bordo dei canneti, fermarsi spesso e guardare. E, per la stessa ragione, è un lago che chiede un po’ più di attenzione del solito a come ci si comporta.
Perché venire in tavola su un lago così piccolo
La prima ragione è la calma. Riparato dai colli e senza traffico a motore, il Fimon è quasi sempre uno specchio. Per chi è alla prima uscita in assoluto — o per chi vuole provare la tavola nuova senza spettatori — è un ambiente più rassicurante di qualsiasi lago grande.
La seconda è la fauna. Dal livello dell’acqua, e in silenzio, ci si avvicina agli uccelli acquatici in un modo che a piedi lungo la riva è impossibile: folaghe, gallinelle, aironi, e in primavera un frastuono di canti dal canneto che sorprende chi si aspettava un laghetto qualsiasi.
La terza è la posizione. Da Vicenza è un quarto d’ora: è il lago della gita corta, quella che si fa dopo il lavoro d’estate o in una mattina di primavera, senza organizzare niente.

Dove entrare in acqua
È un lago piccolo e delicato: gli accessi sono pochi e non è pensato per una folla di natanti. Verifica sempre sul posto cosa è consentito — su un’area di questo tipo le regole possono cambiare e, in alcuni periodi dell’anno, essere più restrittive per la nidificazione.

La sponda attrezzata verso il paese
Il lato più frequentato, con parcheggio, punti di ristoro e il percorso pedonale che costeggia l’acqua. È da qui che, in genere, si mette in acqua.
Dritta: Gonfia la tavola nel parcheggio e portala a mano: il tragitto è breve e non serve avvicinare l’auto alla riva.
Il giro dei canneti
Gran parte del perimetro è bordata di canna palustre. È bellissima da costeggiare e va tenuta a distanza: è dentro quel bordo che sta la vita del lago.
Dritta: Pagaia parallelo al canneto, non dentro. Se un uccello si allontana al tuo passaggio, sei troppo vicino.
Un lago che si può disturbare facilmente
Il Fimon è piccolo, poco profondo e ricco di vita. In primavera nel canneto si nidifica, e una tavola che entra fra le canne fa un danno sproporzionato alle sue dimensioni. Resta al largo del bordo, non sbarcare sulle rive naturali, e se vedi un cartello che vieta l’accesso a un settore, quello vale più di questa guida.
Acqua, fondale e stagioni
Il fondale è basso e limoso: in molti punti si tocca, e quello che si tocca è fango, non sabbia. Non è un lago in cui si nuota volentieri, e non è pensato per la balneazione — il che, per chi ci va in tavola, è quasi un vantaggio: nessuna folla in acqua.
Essendo poco profondo, d’estate si scalda in fretta e sviluppa una vita vegetale intensa. In alcune settimane l’acqua può apparire verde e densa: è il funzionamento normale di un lago eutrofico di pianura, non un guasto, ma è un motivo in più per preferire le mezze stagioni.
Il vento, qui, è quasi un non problema: la conca dei Berici lo taglia. Sulle rare giornate ventose il lago si increspa, ma è talmente piccolo che la riva è sempre a poche decine di metri.

Le stagioni migliori
Aprile-maggio e settembre-ottobre. In primavera il canneto è pieno di canti e l’acqua è ancora limpida; in autunno i colori dei Berici si riflettono sull’acqua ferma e non c’è nessuno. Luglio e agosto sono i mesi meno interessanti in questo specifico lago.
Cosa portare
Poco, perché si sta poco. La particolarità del Fimon è che il fondale melmoso rende sgradevole entrare e uscire a piedi nudi.
Per un’uscita al Fimon
- Scarpette da acqua: il fondo è fango, non sabbia
- Giubbotto o cintura di galleggiamento, come su qualsiasi acqua
- Antizanzare: c’è un canneto, e si sente
- Binocolo, se ti interessano gli uccelli — qui rende più della macchina fotografica
- Sacca stagna per il telefono
- Un sacchetto per i rifiuti: su un lago così piccolo ogni lattina si vede
- Tavola gonfiabile: gli accessi si fanno a piedi
Cosa fare nei dintorni
I Colli Berici attorno al lago sono un piccolo mondo di strade strette, ville, borghi e grotte: Costozza, Longare, Arcugnano. In bici sono terreno da mezza giornata, con salite brevi e panorami che si aprono all’improvviso.
Vicenza è a un quarto d’ora, con il suo centro palladiano. La combinazione lago la mattina e città il pomeriggio è una delle gite più semplici da organizzare di tutta la provincia.
Se invece cerchi un lago più grande dove pagaiare davvero, il Lago di Camazzole è nella pianura a nord, e i laghi della Valsugana come il Caldonazzo sono a poco più di un’ora.
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Domande frequenti — SUP al Lago di Fimon
Si può fare SUP al Lago di Fimon?
Sì, ed è un ambiente molto tranquillo: acqua quasi sempre ferma, nessun traffico a motore, riva sempre vicina. È però un lago piccolo e di valore naturalistico, quindi va usato con attenzione: al largo dei canneti, senza sbarcare sulle rive naturali e rispettando eventuali limitazioni stagionali indicate sul posto.
Quanto è grande il Lago di Fimon?
Molto poco: si gira in tavola in meno di un’ora pagaiando con calma. Non è il posto per chi cerca distanza o allenamento, è il posto per un’uscita breve e lenta a due passi da Vicenza.
Ci si può fare il bagno?
Non è un lago pensato per la balneazione: il fondale è basso e limoso e d’estate la vegetazione acquatica è intensa. Per il SUP non è un problema — anzi, significa avere l’acqua per sé — ma conviene sapere che non si scende in acqua come su un lago alpino.
Qual è il periodo migliore per andarci?
Primavera e autunno. Ad aprile e maggio il canneto è vivo e l’acqua è più limpida, a settembre e ottobre i colori dei Colli Berici si riflettono sull’acqua ferma. In piena estate il lago, essendo poco profondo, si scalda e diventa meno piacevole.
Serve una tavola particolare?
No, ma la gonfiabile è nettamente più pratica: gli accessi si raggiungono a piedi e con un fondale basso e molle una tavola rigida è più scomoda da mettere in acqua e da recuperare.
Dove si noleggia un SUP vicino a Vicenza?
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