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Il Lago di Molveno con le pareti delle Dolomiti di Brenta che scendono nell’acqua
Guida al paddle · Molveno (Trento)

SUP al Lago di Molveno: guida completa e dove noleggiare la tavola

Il lago alpino balneabile più alto d’Italia, con le Dolomiti di Brenta che gli cadono dentro: acqua trasparente e gelida, un lido attrezzato e un vento pomeridiano che va conosciuto. Tutto quello che serve per pagaiare a Molveno.

Team Tadalo8 min di lettura
Giòcamia · CC BY-SA 4.0
Dove
Molveno (TN), ai piedi delle Dolomiti di Brenta
Tipo di lago
Lago alpino naturale, 823 m di quota
Acqua
Trasparente e fredda tutto l’anno (12–20 °C)
Motori
Vietati: sul lago solo natanti a remi e a pedali
Stagione
Da giugno a metà settembre
Finestra buona
Mattina fino alle 12–13, prima dell’Ora

Molveno lo trovi nelle classifiche del "lago più bello d’Italia" da anni, e per una volta la classifica ha ragione: è un lago naturale a 823 metri di quota, con le pareti delle Dolomiti di Brenta che partono dalla riva e salgono di milleottocento metri senza interruzioni. Dalla tavola le hai davanti per tutto il tempo.

È anche un lago che va capito prima di entrarci. L’acqua arriva dal massiccio e resta fredda anche a Ferragosto; il pomeriggio si alza un vento regolare da nord che sul lago stretto conta; e la sponda ovest, quella sotto le pareti, non ha punti di uscita comodi. Niente di grave — ma sono le tre cose che decidono com’è la tua uscita.

Questa guida mette insieme dove entrare in acqua, come funziona il vento, quanto conta la temperatura e dove trovare una tavola se non ne hai una.

Perché Molveno è un lago da SUP (e perché non è banale)

Il punto forte è ovvio appena arrivi: è uno dei pochi laghi delle Alpi dove pagai con una parete dolomitica di milleottocento metri che ti crolla addosso e l’acqua sotto la tavola è trasparente per metri. Non c’è traffico a motore — sul lago sono ammessi solo natanti a remi e a pedali — quindi il rumore che senti è la pagaia.

Il punto meno ovvio è che è un lago alpino vero, non un lago balneare che sta in montagna. L’acqua è fredda sul serio, la profondità arriva oltre i quaranta metri a poca distanza dalla riva, e il fondovalle stretto incanala il vento. Per la prima uscita in assoluto va bene lo stesso, ma restando vicino alla sponda nord e uscendo presto.

La sponda che vale il viaggio è quella occidentale, sotto le pareti: acqua verde profondo, ghiaioni che scendono nell’acqua, silenzio totale. È anche quella senza spiagge dove approdare, quindi ci si va con la tavola giusta e con il vento ancora fermo.

Lago balneabile ma alpino

Molveno ha acqua di qualità eccellente ed è balneabile, ma resta un lago di montagna: fredda, profonda subito e con sponde in gran parte ripide. Entra dai punti attrezzati, tieni un aiuto al galleggiamento indosso e non allontanarti dalla riva se sei alle prime uscite. La cartellonistica in loco fa fede su zone e divieti.

Dove entrare in acqua

Molveno concentra i servizi sulla sponda nord-est, dal paese al lido. È lì che si porta la tavola, si gonfia con calma e si parte. Le altre sponde si raggiungono pagaiando, non in auto.

La riva del Lago di Molveno con acqua trasparente e sponde di ghiaia
La sponda nord-est, quella con i servizi: prato, ghiaia e l’acqua che diventa subito profonda. È da qui che si parte.Foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Lido di Molveno

Grande area attrezzata con prato che arriva all’acqua, spiaggia, servizi, bar e parcheggio a pagamento vicino. In stagione qui c’è il noleggio di pedalò e piccole imbarcazioni.

Dritta: Il punto giusto per partire la prima volta: fondo che degrada dolce, gente attorno e un riferimento visivo per il rientro. Verifica sul posto se e dove è consentito l’ingresso in acqua con la tavola nelle ore di massima affluenza.

Sponda del paese e imbarcadero

La riva sotto Molveno, vicino al pontile dei battelli e ai campi sportivi. Accesso pedonale rapido dal centro e dai parcheggi alti.

Dritta: Comodo se alloggi in paese e vuoi evitare il lido nelle ore di punta. Tieniti fuori dalla rotta del battello e dagli ormeggi.

Sponda sud, verso Nembia

L’estremità meridionale del lago, più selvaggia, vicino alla riserva naturale del biotopo di Nembia. Poche possibilità di sosta a terra.

Dritta: Bella meta di pagaiata dalla partenza nord, ma è area di pregio naturalistico: non sbarcare nelle zone di canneto e rispetta le eventuali perimetrazioni della riserva.

Vento, temperatura e orari

La regola di Molveno è netta: mattina calma, primo pomeriggio ventoso. Verso mezzogiorno-l’una si alza l’"Ora", la brezza termica che risale la valle da sud, e sul lago stretto e lungo può montare onda in fretta. Se parti presto rientri comodo; se parti alle tre, metti in conto vento contrario al ritorno verso nord.

L’acqua è la seconda variabile. In superficie a luglio e agosto può arrivare sui 18–20 °C nelle giornate calde, ma basta cadere e infilare la testa sotto per sentire che appena più giù è un’altra cosa. A giugno e da settembre in poi una muta corta o un top in neoprene cambiano completamente l’uscita.

La terza è il sole: fino alle nove-dieci del mattino la parte ovest del lago è in ombra delle pareti e fa parecchio più freddo di quanto dica il termometro al parcheggio. La finestra migliore è dalle dieci a mezzogiorno: sole pieno, acqua ancora ferma, luce che entra nell’acqua verde.

Il Lago di Molveno in estate, con la superficie calma al mattino
Metà mattina d’estate: la superficie è ancora piatta, l’Ora deve alzarsi. È la finestra buona per pagaiare.Foto: Serena Sartori · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La finestra d’oro

Dalle 9:30 a mezzogiorno. L’ombra delle pareti si è ritirata, il sole illumina il fondo, e l’Ora deve ancora alzarsi. Un’ora dopo il lago è un altro — increspato, più freddo alla pelle bagnata e con onda corta verso nord.

Tre itinerari, dal facile al lungo

Una persona pagaia in stand up paddle su un lago increspato dal vento
Acqua increspata dal termico del pomeriggio: si pagaia lo stesso, ma il rientro va pianificato. (Foto d’archivio.)Foto: Asurnipal · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

L’ansa del lido

Circa 2–3 km · 1 ora · facile

Dal lido si costeggia la sponda nord ed est tenendosi vicino a riva, senza mai perdere di vista la partenza. Perfetto per prendere confidenza con l’acqua fredda e con la tavola.

Sotto le pareti

Circa 6 km · 2 ore · medio

Attraversata verso la sponda ovest e costeggiata delle pareti di Brenta fino a metà lago, poi rientro. Da fare solo con acqua ferma: là sotto non ci sono spiagge per fermarsi e il vento arriva senza preavviso.

Il lago intero, andata e ritorno

Circa 8–9 km · 3 ore · impegnativo

Da nord fino a Nembia e ritorno. Solo di mattina presto, solo con qualche ora di pagaiata nelle braccia e sapendo che l’Ora, se ti prende a sud, ti spinge a casa ma con onda.

Cosa portare

Molveno è un lago di montagna: quello che non hai in tavola non lo trovi a metà lago.

Checklist per Molveno

  • Aiuto al galleggiamento — sempre, anche se sai nuotare: qui l’acqua fredda toglie le forze in fretta
  • Leash: con l’Ora pomeridiana la tavola scappa in un attimo
  • Muta corta o top in neoprene da giugno e da metà settembre
  • Scarpette da scoglio: le rive sono ghiaia e massi, non sabbia
  • Sacca stagna per telefono e chiavi
  • Una felpa asciutta e calda per il rientro, anche ad agosto
  • Crema solare: in quota e con il riflesso dell’acqua l’esposizione raddoppia

Cosa fare nei dintorni

Molveno è la porta bassa delle Dolomiti di Brenta: da qui partono i sentieri verso i rifugi e la funivia del Pradel. Il giro del lago a piedi è la seconda metà naturale della giornata, un anello facile di circa un’ora e mezza.

A pochi minuti c’è Andalo e la Paganella, che d’estate è bike park e d’inverno area sci. Se il vento a Molveno ti caccia dall’acqua presto, il Lago di Toblino in Valle dei Laghi è a circa un’ora: più basso, più caldo, un altro tipo di paddle.

Noleggia un SUP per il Lago di Molveno

Su Tadalo le tavole le noleggi da chi le usa davvero: prenoti online i giorni che ti servono, ritiri e riporti. Niente commissioni per chi noleggia.

2 tavole disponibili entro 60 km in linea d’aria

Domande frequenti — SUP al Lago di Molveno

Si può fare SUP al Lago di Molveno?

Sì. Il lago è balneabile, senza traffico a motore e con acqua quasi sempre piatta al mattino, quindi si presta bene allo stand up paddle. È però un lago alpino: acqua fredda, molto profonda vicino a riva e con vento regolare nel pomeriggio. Entra dai punti attrezzati sulla sponda nord ed esci presto.

Quanto è fredda l’acqua del Lago di Molveno?

Fredda tutto l’anno perché alimentata dal massiccio di Brenta. In superficie, nelle giornate calde di luglio e agosto, può arrivare intorno ai 18–20 °C, ma cala rapidamente con la profondità. A giugno e da settembre conviene una muta corta.

C’è vento sul Lago di Molveno?

Sì, ed è prevedibile: verso mezzogiorno si alza l’"Ora", una brezza termica da sud che sul lago stretto monta onda in fretta. Pagaiando al mattino non è un problema; nel pomeriggio va messo in conto, soprattutto al ritorno verso nord.

Dove si noleggia un SUP vicino a Molveno?

In stagione, al Lido di Molveno, ci sono attività che noleggiano pedalò e piccole imbarcazioni. In alternativa, su Tadalo puoi noleggiare una tavola da privati della zona — la prenoti online, concordi ritiro e riconsegna in chat e la riporti a fine noleggio. Le tavole disponibili più vicine sono elencate qui sotto.

Meglio una tavola gonfiabile o rigida per Molveno?

Gonfiabile. Gli accessi all’acqua sono su ghiaia e prato, il lago è in quota e le sponde più belle si raggiungono pagaiando: una iSUP si porta a mano, non teme gli urti sui sassi e sta in qualsiasi bagagliaio.

Qual è il periodo migliore per pagaiare a Molveno?

Da giugno a metà settembre. Luglio e agosto hanno l’acqua più calda; giugno e la prima metà di settembre hanno meno gente e la stessa luce. Le ore migliori sono sempre dalle nove a mezzogiorno, prima dell’Ora.

Altre guide sull’acqua

Le informazioni su accessi, parcheggi, tariffe, orari e regole di navigazione possono cambiare nel corso della stagione: la cartellonistica sul posto e le ordinanze locali fanno sempre fede. Pagaia in sicurezza, indossa un aiuto al galleggiamento e non lasciare tracce sulle rive. Fotografie di Giòcamia, Zairon, Serena Sartori, Asurnipal — pubblicate su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons.