
La Ciclabile della Valsugana in bici: tappe, quota e noleggio
Asfalto liscio, quasi sempre lontano dalle auto, che segue il Brenta dai laghi trentini fino al Veneto. È la ciclabile da fare in famiglia — con un dettaglio sulla pendenza che conviene sapere prima di scegliere la direzione.
- Dove
- Dalla Valsugana trentina verso il Veneto
- Fondo
- Asfalto, in gran parte sede propria
- Pendenza
- In discesa verso valle: quasi impercettibile
- Stagione
- Da marzo a novembre
- Giornata tipo
- 3–5 ore con soste
- Rientro
- Treno della Valsugana, con trasporto bici
La ciclabile della Valsugana è una di quelle infrastrutture che cambiano il modo in cui si visita una valle. Segue il corso del Brenta dai laghi di Caldonazzo e Levico verso sud-est, e per gran parte del percorso corre su sede propria, lontana dal traffico, su asfalto liscio e con pendenze che una famiglia con bambini affronta senza drammi.
È la ragione per cui qui, d’estate, si vedono più portabici sulle auto che sci d’inverno. Ed è anche il collante fra tutto il resto: i due laghi da un lato, il Canale di Brenta e Bassano dall’altro.
La cosa che vale davvero la pena sapere prima di partire non è la lunghezza. È la direzione.
La direzione conta più della distanza
La valle scende da nord-ovest verso sud-est. Non è una discesa che si vede — la pendenza è talmente lieve che l’occhio non la registra — ma sulle gambe si sente eccome nell’arco di trenta o quaranta chilometri.
Percorsa verso valle, cioè partendo dalla zona dei laghi e andando verso il Veneto, la ciclabile è una passeggiata: si pedala piano, si chiacchiera, i bambini reggono distanze che a casa non farebbero mai. Percorsa nel senso opposto, è un lavoro costante e sordo, di quelli che non ti spezzano ma ti consumano.
Da qui deriva il modo intelligente di organizzarla, che è quello che fanno tutti i locali: si va in bici verso valle e si torna in treno. La ferrovia della Valsugana affianca la ciclabile quasi per intero e ammette il trasporto bici, con modalità e limiti che cambiano nel tempo e che conviene verificare prima di partire.
Il piano che funziona sempre
Parcheggia a valle, prendi il treno verso monte con la bici, scendi alla stazione che preferisci e torna pedalando fino all’auto. Così la parte in discesa è quella che fai con le gambe e la parte in salita la fa il treno — e se qualcuno si stanca, si sale alla stazione successiva.
Come spezzarla
Non esiste un modo giusto di farla: la ciclabile si presta a essere presa a pezzi. Quelli che seguono sono i tratti in cui viene naturale dividerla, con distanze indicative da verificare su una mappa.

Il giro dei due laghi
Il tratto attorno a Caldonazzo e Levico: pochi chilometri, quasi piatti, con l’acqua quasi sempre in vista. È il pezzo giusto per una mezza giornata o per una prima uscita con bambini piccoli.
Dritta: Si combina benissimo con il bagno: bici la mattina, lago il pomeriggio.
Dai laghi a Borgo Valsugana
Il fondovalle trentino, fra frutteti e paesi, con il Brenta che accompagna quasi sempre a destra o a sinistra. Distanze abbordabili e stazioni ferroviarie a intervalli regolari.
Dritta: È il tratto in cui il piano treno-più-bici funziona meglio: se le gambe finiscono, la stazione è vicina.
Verso il confine e il Veneto
Scendendo, la valle si stringe e si entra nell’ambiente del Canale di Brenta, con le pareti che si avvicinano. Il paesaggio cambia in modo netto.
Dritta: Da qui in poi si è nel territorio della guida al kayak sul Brenta: stesso fiume, altro modo di viverlo.
Che bici serve (e serve la e-bike?)
Il fondo è asfaltato e in buone condizioni per la maggior parte del percorso, quindi qualsiasi bici in ordine va bene: city bike, ibrida, gravel, bici da bambino. Non serve una mountain bike e non servono gomme tassellate.
La e-bike qui non è necessaria — ed è un caso raro, perché di solito lo è. Nel senso di discesa questo itinerario è alla portata di chiunque pedali, e l’assistenza aggiunge poco. Diventa invece sensata in due casi: se vuoi fare andata e ritorno senza treno, oppure se nel gruppo c’è qualcuno con un livello molto diverso dagli altri e l’obiettivo è restare insieme.
Un accessorio che invece cambia davvero la giornata è il seggiolino o il carrello per i più piccoli: su una ciclabile in sede propria e quasi piatta, portare un bambino di tre anni è ragionevole in un modo che su strada non sarebbe.
Quando andare
La stagione utile è lunga: da marzo a novembre la ciclabile è in genere percorribile senza problemi. Il fondovalle trentino d’estate è meno soffocante della pianura veneta, ma nelle ore centrali di luglio e agosto il sole picchia comunque — e su gran parte del percorso l’ombra è discontinua.
I periodi migliori sono la primavera, con i frutteti in fiore, e l’autunno, quando la valle cambia colore e le giornate sono ancora abbastanza lunghe. Nei fine settimana estivi la ciclabile è molto frequentata: si tiene la destra, si avvisa prima di sorpassare e si accetta che non è un percorso da allenamento.
Porta acqua: le fontane ci sono, ma non a intervalli regolari, e i paesi si attraversano più raramente di quanto la mappa faccia pensare.

Da mettere in borsa
- Camera d’aria della misura giusta, leve e pompa
- Acqua per tutti, non solo per chi pedala meglio
- Crema solare: sulla ciclabile l’ombra è discontinua
- Antivento leggero: nel fondovalle l’aria si muove
- Biglietti o app del treno se prevedi il rientro su rotaia
- Lucchetto: le soste in paese sono parte del bello
- Luci, se c’è la minima possibilità di rientrare tardi
Cosa c’è lungo la strada
I due laghi all’estremità nord sono la ragione per cui molti scelgono questo itinerario: il Lago di Caldonazzo e il Lago di Levico sono entrambi a pochi metri dalla ciclabile, e una tavola gonfiabile entra in una borsa da bici.
All’estremità sud c’è Bassano del Grappa, con il Ponte degli Alpini, e sopra Bassano c’è la montagna: se la ciclabile ti è sembrata troppo facile, il Monte Grappa in bici è l’opposto esatto.
In mezzo, la valle: frutteti, paesi, il fiume, e un ambiente che dalla ciclabile si guarda con calma perché non devi occuparti del traffico.

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Domande frequenti — ciclabile della Valsugana
Quanto è lunga la ciclabile della Valsugana?
Nel suo insieme collega la zona di Pergine e dei laghi al confine veneto, per diverse decine di chilometri, e prosegue poi verso Bassano del Grappa. Quasi nessuno la fa tutta d’un fiato: il modo normale è sceglierne un tratto e rientrare in treno.
La ciclabile della Valsugana è adatta ai bambini?
È una delle più adatte del Nord Italia: gran parte del percorso è in sede propria, lontano dalle auto, su asfalto e con pendenze minime. La raccomandazione è di percorrerla nel senso della discesa, cioè dai laghi verso valle, e di rientrare in treno.
Si può tornare in treno con la bici?
La ferrovia della Valsugana affianca la ciclabile e prevede il trasporto delle biciclette, ma modalità, posti disponibili e costi cambiano nel tempo e nei periodi di punta. Conviene verificare le condizioni aggiornate prima di impostare la giornata su quel rientro.
Serve una e-bike per la ciclabile della Valsugana?
No. Nel senso della discesa il percorso è alla portata di chiunque pedali con una bici normale. La e-bike ha senso se vuoi fare andata e ritorno senza treno, o se nel gruppo ci sono livelli molto diversi e l’obiettivo è restare insieme.
Qual è il periodo migliore?
Primavera e autunno. Da marzo a novembre è in genere percorribile; in luglio e agosto conviene partire presto perché l’ombra lungo il percorso è discontinua.
Dove si noleggia una bici in Valsugana?
Lungo la valle ci sono noleggi e punti bike, spesso vicino alle stazioni e ai laghi. Su Tadalo puoi noleggiare da privati della zona, ritirando la bici vicino al punto di partenza. Le bici disponibili più vicine sono elencate qui sopra con la distanza in linea d’aria.
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